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La scrittura è uno strumento di conoscenza.
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sabato 6 aprile 2019

CONTRASTO ALLA VIOLENZA E ALLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI


 
“Il rispetto della persona con l’educazione ai valori e ai sentimenti come contrasto alla violenza e alla violazione dei diritti umani” è la tematica del Concorso Nazionale del Distretto Rotary Roma Lazio  e Sardegna a cui hanno aderito le ventidue scuole di Napoli e provincia,  per la celebrazione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
La mattinata del 6 aprile è stata ricca di partecipazione ed entusiasmo: 400 studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado, delle Università, docenti, relatori si sono ritrovati tutti al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) per disputare  di  Legalità e diritti umani: la persona connessa alla dignità umana.
I migliori elaborati selezionati, come da bando di concorso, di 7 studenti delle scuole dell’area vesuviana  sono stati premiati a Roma alla presenza di Abdelaziz Essid, Premio Nobel per la Pace.
L’evento della settimana scorsa organizzato dal   Rotary  Club  di Ottaviano, fiero del risultato, ha visto la luce di tutti i lavori eseguiti dagli studenti che hanno partecipato al concorso. Gli esponenti delle istituzioni hanno potuto ammirare elaborati, fotografie, manifesti, video.
Dopo gli onori alle bandiere e i saluti istituzionali del sindaco di Somma Vesuviana, di Ottaviano e del Presidente della Commissione Anticamorra, si è dato inizio alla manifestazione.
L’architetto Nunzia Ragosta, Referente Legalità del Rotary Club di Ottaviano, ha evidenziato la necessità di sollecitare una cultura dell’etica, una sensibilità che allontani da comportamenti illegali.
Carmine Mocerino, Presidente della Commissione Anticamorra della Regione Campania, ha dichiarato che “i nostri territori  attraverso produzioni cinematografiche importanti sono stati narrati in negativo. Si raccontano giustamente fatti e misfatti realmente accaduti però c’è anche un’altra Napoli e c’è un’altra Campania che vanno raccontate e sostenute”.
Il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha evidenziato la presenza nel nostro territorio di famiglie indigenti che non possono essere abbandonate a se stesse.
“Rispettare i diritti di tutti è fondamentale - ha affermato Fatima Fatou Diako, Presidente di HamefOnlus che ha trattato il tema dell’”Accoglienza,  solidarietà e integrazione culturale - soprattutto nei confronti di chi è costretto a scappare dalla propria terra. L’Africa soffre ed è sfruttata. Non possiamo parlare di diritti senza riconoscere la persona. Noi non siamo in Italia per dare fastidio o per divertimento”. 
Interessante l’intervento della dott.ssa Gemma Tuccillo, Capo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero di Grazia e Giustizia, sulla necessità del dialogo in una società distratta sui mezzi di comunicazione.
Michela Buonagura, scrittrice, da sempre impegnata in attività a favore delle donne, ha letto un commovente monologo, “E volevo cambiarla la mia vita”, tratto dal suo libro “Conto i passi, storie di disamore”, contro la violenza di genere, di prossima pubblicazione.
Lucia Stefanelli, scrittrice, ha argomentato sull’impegno civico, con la relazione “Dall’individuo alla persona, un percorso di responsabilità civile.
L’evento si è concluso con i ringraziamenti agli allievi partecipanti, ai docenti e ai Dirigenti scolastici.
I relatori hanno ricevuto un quadro scultura dell’artista G. Saetta.





domenica 10 marzo 2019

SPECIALE DONNA- PREMIAZIONE

 

Ricevo da Liana Orfei il Premio “Speciale donna” edizione 2019, per il Concorso Internazionale di poesia, narrativa, libro edito e teatro, indetto dall’Associazione M. A. R. E. L. per mantenere vivo il ricordo di Mariella Di Maso.

Anche quest’anno l’8 marzo, nei locali della biblioteca “Rugantino” di Roma si è svolta la consueta cerimonia di premiazione del premio letterario internazionale “Speciale donna” giunto alla XIII edizione. Ideato e coordinato dalla prof.ssa Livia De Pietro ha visto numerosissimi concorrenti tra cui molti studenti della fascia dell’obbligo e degli istituti superiori. La presenza di un pubblico, sempre  più numeroso, attesta quanto questa manifestazione sia da tutti apprezzata e allo stesso tempo esprime la fiducia, la grande fiducia che i partecipanti ripongono nell’operato dell’associazione MAREL e il circolo di lettura “Rugantino” organizzatori dell’evento di cui, madrina, da sempre, Liana Orfei la quale ha esordito dicendo: 

“L’appuntamento dell’8 marzo, ormai irrinunciabile, per un pomeriggio diventa un salotto reale uscendo dai confini del virtuale. Questa  cerimonia di premiazione, infatti,  è molto più di uno spazio virtuale, è un luogo reale dove prende forma un universo osservato, analizzato e vissuto attraverso uno sguardo al  femminile con la lettura degli  elaborati vincitori e delle motivazioni di quelli finalisti”. 

Il bello di questo Premio  è il constatare che molti partecipanti, pur avendo la delusione della non ammissione, non rinunciano a riprovarci la volta successiva. Il regolamento prevede tre vincitori per ogni sezione che ottengono in premio una settimana di vacanza per 4 adulti + un bambino offerta da IPERCLUB e una serie di finalisti il cui premio consiste nella pubblicazione del proprio elaborato in un’antologia dal protagonismo femminile, finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore delle donne e sull’esigenza del rispetto verso la figura femminile. 

L’evento si contraddistingue come  serata di beneficenza a favore dell’AIRC (Istituto italiano per la ricerca sul cancro) che si rinnova ogni anno in questa data particolare, per onorare la memoria  di una donna davvero speciale, Mariella Di Maso, deceduta per una forma di tumore raro. L’associazione MAREL, grazie alla Ricerca, coltiva la speranza di trovare soluzioni efficaci per prevenire, diagnosticare tempestivamente e curare il cancro. A proposito di Ricerca, essendo presente tra gli invitati Mina Welby, presidente dell’associazione Luca Coscioni che tanto si batte per la libertà della ricerca scientifica, si è soffermata a parlare sull’importanza della Ricerca e tutti i temi ad essa correlati. 


 


 

mercoledì 16 gennaio 2019

NON ERI TU. NON ERO IO




Stavi voltando l’angolo della strada quando ti ho visto, eri di corsa, mi hai urtato con la spalla ma non ti sei manco girato, non hai chiesto scusa come avrebbe fatto qualsiasi passante.
Non vedevi nessuno. Eri perso nei tuoi pensieri che erano fuori di me, su quella piccoletta a cui hai gettato le braccia al collo, alla cui bocca ti sei attaccato come a un bocchettone di una bombola di ossigeno.
Ma non hai visto neanche l’uomo alle sue spalle. Cosa ti sarai chiesto quando ti è arrivato quel pugno in faccia?
Ti ho sfiorato con un piede, ma non mi sono fermata come avrei fatto con qualsiasi altra persona. 
Non ti ho visto.
Non eri tu. Non ero io.

Michela Buonagura

mercoledì 5 dicembre 2018

IL TRIONFO DEL SESSO (FEMMINILE)



IL TRIONFO DEL SESSO (FEMMINILE)

Le triomphe du sexe è il titolo originale del pamphet pubblicato nel 1749 dall’abate Joseph-Antoine-Toussaint Dinouart che, pur provenendo da un lontano passato, è testimonianza di un pensiero sorprendentemente moderno sulla condizione femminile
Un ottimo spunto di riflessione per la Giornata Internazionale della donna.
L’autore al sostantivo sexe non aggiunge alcun aggettivo, perché dal punto di vista  lessicale, in quel tempo,  il sesso in assoluto era quello debole, il femminile.
L’abate Dinouart, pur consapevole di rischiare la scomunica, non esitò ad affermare le sue tesi a favore delle donne, dimostrando,  nei  nove capitoli del volumetto, che la conclamata inferiorità femminile era frutto di  un’interpretazione delle Sacre Scritture e delle Lettere di San Paolo, finalizzata ad umiliare la donne e  sottometterle.

Quanta saggezza! Il pamphet è rivolto agli uomini che travisano le leggi divine per rendere schiava la donna. Dio l’ha creata uguale all’uomo, con le medesime qualità intellettive. Tuttavia, gli uomini, specie i più dissoluti denigrano le donne, perché si sentono soggiogati dal loro fascino, una condizione che rifiutano e cercano di nascondere. Aggiunge anche che rispetto e pudore valgano non solo per la donna, ma soprattutto per l’uomo.
Dio  creò l’uomo e la donna con le stesse facoltà e virtù, non  fece nessuna distinzione fra le due anime, per cui l’uomo non ha nessun diritto di prevaricare su un altro Essere spirituale. La differenza è solo sessuale.
Questa eguaglianza perfetta li unisce in un amore reciproco, perché godano insieme le dolcezze di una piacevole collaborazione, sostiene l’abate, confortato da Crisostomo.
Neanche il peccato originale ha annullato la parità.  
 Dio  impose il divieto del frutto proibito ad Adamo, non ad Eva, la quale è ignara della proibizione divina, per cui, quando coglie il frutto, irretita dal serpente, è incolpevole
Tuttavia Adamo fa ricadere ogni colpa su  Eva, al punto da suscitare contro di lei un odio che si protrae nei secoli e che ancora spinge gli uomini ad accusare le donne e a sottometterle.
Rifacendosi al concetto della dipendenza civile espressa in San Paolo, Dinouart sostiene che questa sottomissione è limitata ai doveri e agli impegni del matrimonio, che ne fa una medesima persona in un medesimo corpo. Sono due uguali. La donna non è la serva, ma la compagna.  L’uomo è sottomesso alla donna, come lei è sottomessa all’uomo.  
Procedendo su questa linea, l’autore difende ad oltranza il sesso femminile e condanna non solo i teologi, ma anche  l’ingiustizia delle leggi  umane, che concedono all’uomo ogni diritto sulla donna e sul corpo delle donne. Un vero abuso, sostiene il Dinouart.
Quanto tempo è passato dal 1794, quando all’età di trentacinque anni pubblicò la sua opera? Troppi! A dimostrazione di quanta ignoranza è continuata per secoli nei confronti della donna, manipolata ed usata da una società maschilista, che  l’ha confinata in cerchio/recinto,  per liberarla quando serviva.