ADDO VERBUM –
AGGIUNGO UNA PAROLA
Addo Verbum –
Aggiungo una parola racconta la storia di Laura, una ragazza che impara troppo
presto il peso feroce delle parole quando diventano arma. A scuola, il suo
corpo adolescenziale è esposto al giudizio spietato dei compagni: i commenti e le
risatine, l’offesa esplicita e la derisione sottile, lo sguardo che giudica
anche senza parlare, soprannomi intollerabili, scolpiscono sulla sua pelle il
marchio della vergogna. Ogni suo gesto viene distorto e ridotto a motivo di
scherno. E la violenza non si ferma alle parole, diventa persino aggressione
fisica.
Il bullismo
che subisce Laura, quindi, assume forme molteplici, è violenza quotidiana, e si
sedimenta, trasformando la sua esistenza, rendendola sempre più fragile.
Per non
cedere, per non lasciarsi schiacciare dalla sofferenza, Laura inventa un rito
semplice e antico come il respiro: ogni giorno, una parola. La scrive sui
social, la isola, la osserva. È la parola che l’ha ferita, l’insulto che le è
rimasto addosso. È un modo per circoscrivere il male, per nominarlo e renderlo
meno oscuro. In questo rituale c’è la sua resistenza: perché le parole ci
trasformano nel bene e nel male, come afferma l’autrice.
Laura deve
trovare la forza in se stessa, non può chiedere aiuto alla sua famiglia. Vive con una zia amorevole ma stremata dalla
fatica del quotidiano; la madre, reclusa e consumata poi da una malattia che
non perdona, rimane per lei una ferita aperta. E anche questo, nel contesto in
cui vive, diventa motivo di distanza: una ragazza con una madre in carcere è un
facile bersaglio, una persona da cui molti si allontanano.
Laura vive ai
margini, pur essendo circondata da persone, subisce in solitudine tutta questa
cattiveria. Da soli tutto diventa più difficile, si sente il bisogno di un
appiglio per non cadere. Il più delle volte basta un gesto gentile a cambiare
il percorso di una vita, la presenza di qualcuno che ascolta può diventare
un’ancora di salvezza.
Giulia, una
compagna di classe, le porge una mano senza chiedere spiegazioni.
Da
quell’incontro nasce la possibilità di entrare in un gruppo di volontariato che
porta un po’ di luce ai bambini in ospedale. In quel luogo sospeso, Laura
ritrova sguardi che non giudicano, voci che la chiamano per nome e non per come
appare.
Fra queste
nuove presenze c’è Tommy, un ragazzo che l’aveva soccorsa in un momento oscuro
e che torna nella sua vita. Non pesa il suo passato, non misura la sua
fragilità, non la costringe in nessuna forma. Con lui e con gli amici che
lentamente si fanno casa, Laura scopre che reagire al bullismo non significa
soltanto difendersi, ma anche riconoscere la propria dignità.
In filigrana
scorre anche una riflessione più ampia sulla responsabilità sociale, sulla
necessità di riconoscere le violenze invisibili che si consumano ogni giorno,
in ogni scuola, in ogni gruppo di adolescenti. E, allo stesso tempo, sulla
potenza dei gesti comunitari: la solidarietà, il volontariato, i luoghi in cui
la fragilità non viene nascosta, ma accolta.
Addo Verbum –
Aggiungo una parola diventa così un percorso di rinascita. un romanzo in cui la
crescita personale si intreccia alla denuncia sociale; una storia che spinge a
guardare alla vita degli adolescenti con maggiore attenzione, ricordando che
dietro ogni ragazza e ogni ragazzo può nascondersi un mondo fragile in attesa
di essere ascoltato. E che ogni parola, quella detta e quella taciuta, può
contribuire a ferire o, finalmente, a guarire.
Michela
Buonagura
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