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La scrittura è uno strumento di conoscenza.
Fa luce dentro di te e rende chiaro qualcosa che prima era oscuro.

domenica 10 marzo 2019

SPECIALE DONNA- PREMIAZIONE

 

Ricevo da Liana Orfei il Premio “Speciale donna” edizione 2019, per il Concorso Internazionale di poesia, narrativa, libro edito e teatro, indetto dall’Associazione M. A. R. E. L. per mantenere vivo il ricordo di Mariella Di Maso.

Anche quest’anno l’8 marzo, nei locali della biblioteca “Rugantino” di Roma si è svolta la consueta cerimonia di premiazione del premio letterario internazionale “Speciale donna” giunto alla XIII edizione. Ideato e coordinato dalla prof.ssa Livia De Pietro ha visto numerosissimi concorrenti tra cui molti studenti della fascia dell’obbligo e degli istituti superiori. La presenza di un pubblico, sempre  più numeroso, attesta quanto questa manifestazione sia da tutti apprezzata e allo stesso tempo esprime la fiducia, la grande fiducia che i partecipanti ripongono nell’operato dell’associazione MAREL e il circolo di lettura “Rugantino” organizzatori dell’evento di cui, madrina, da sempre, Liana Orfei la quale ha esordito dicendo: 

“L’appuntamento dell’8 marzo, ormai irrinunciabile, per un pomeriggio diventa un salotto reale uscendo dai confini del virtuale. Questa  cerimonia di premiazione, infatti,  è molto più di uno spazio virtuale, è un luogo reale dove prende forma un universo osservato, analizzato e vissuto attraverso uno sguardo al  femminile con la lettura degli  elaborati vincitori e delle motivazioni di quelli finalisti”. 

Il bello di questo Premio  è il constatare che molti partecipanti, pur avendo la delusione della non ammissione, non rinunciano a riprovarci la volta successiva. Il regolamento prevede tre vincitori per ogni sezione che ottengono in premio una settimana di vacanza per 4 adulti + un bambino offerta da IPERCLUB e una serie di finalisti il cui premio consiste nella pubblicazione del proprio elaborato in un’antologia dal protagonismo femminile, finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore delle donne e sull’esigenza del rispetto verso la figura femminile. 

L’evento si contraddistingue come  serata di beneficenza a favore dell’AIRC (Istituto italiano per la ricerca sul cancro) che si rinnova ogni anno in questa data particolare, per onorare la memoria  di una donna davvero speciale, Mariella Di Maso, deceduta per una forma di tumore raro. L’associazione MAREL, grazie alla Ricerca, coltiva la speranza di trovare soluzioni efficaci per prevenire, diagnosticare tempestivamente e curare il cancro. A proposito di Ricerca, essendo presente tra gli invitati Mina Welby, presidente dell’associazione Luca Coscioni che tanto si batte per la libertà della ricerca scientifica, si è soffermata a parlare sull’importanza della Ricerca e tutti i temi ad essa correlati. 


 


 

mercoledì 16 gennaio 2019

NON ERI TU. NON ERO IO




Stavi voltando l’angolo della strada quando ti ho visto, eri di corsa, mi hai urtato con la spalla ma non ti sei manco girato, non hai chiesto scusa come avrebbe fatto qualsiasi passante.
Non vedevi nessuno. Eri perso nei tuoi pensieri che erano fuori di me, su quella piccoletta a cui hai gettato le braccia al collo, alla cui bocca ti sei attaccato come a un bocchettone di una bombola di ossigeno.
Ma non hai visto neanche l’uomo alle sue spalle. Cosa ti sarai chiesto quando ti è arrivato quel pugno in faccia?
Ti ho sfiorato con un piede, ma non mi sono fermata come avrei fatto con qualsiasi altra persona. 
Non ti ho visto.
Non eri tu. Non ero io.

Michela Buonagura

mercoledì 5 dicembre 2018

IL TRIONFO DEL SESSO (FEMMINILE)



IL TRIONFO DEL SESSO (FEMMINILE)

Le triomphe du sexe è il titolo originale del pamphet pubblicato nel 1749 dall’abate Joseph-Antoine-Toussaint Dinouart che, pur provenendo da un lontano passato, è testimonianza di un pensiero sorprendentemente moderno sulla condizione femminile
Un ottimo spunto di riflessione per la Giornata Internazionale della donna.
L’autore al sostantivo sexe non aggiunge alcun aggettivo, perché dal punto di vista  lessicale, in quel tempo,  il sesso in assoluto era quello debole, il femminile.
L’abate Dinouart, pur consapevole di rischiare la scomunica, non esitò ad affermare le sue tesi a favore delle donne, dimostrando,  nei  nove capitoli del volumetto, che la conclamata inferiorità femminile era frutto di  un’interpretazione delle Sacre Scritture e delle Lettere di San Paolo, finalizzata ad umiliare la donne e  sottometterle.

Quanta saggezza! Il pamphet è rivolto agli uomini che travisano le leggi divine per rendere schiava la donna. Dio l’ha creata uguale all’uomo, con le medesime qualità intellettive. Tuttavia, gli uomini, specie i più dissoluti denigrano le donne, perché si sentono soggiogati dal loro fascino, una condizione che rifiutano e cercano di nascondere. Aggiunge anche che rispetto e pudore valgano non solo per la donna, ma soprattutto per l’uomo.
Dio  creò l’uomo e la donna con le stesse facoltà e virtù, non  fece nessuna distinzione fra le due anime, per cui l’uomo non ha nessun diritto di prevaricare su un altro Essere spirituale. La differenza è solo sessuale.
Questa eguaglianza perfetta li unisce in un amore reciproco, perché godano insieme le dolcezze di una piacevole collaborazione, sostiene l’abate, confortato da Crisostomo.
Neanche il peccato originale ha annullato la parità.  
 Dio  impose il divieto del frutto proibito ad Adamo, non ad Eva, la quale è ignara della proibizione divina, per cui, quando coglie il frutto, irretita dal serpente, è incolpevole
Tuttavia Adamo fa ricadere ogni colpa su  Eva, al punto da suscitare contro di lei un odio che si protrae nei secoli e che ancora spinge gli uomini ad accusare le donne e a sottometterle.
Rifacendosi al concetto della dipendenza civile espressa in San Paolo, Dinouart sostiene che questa sottomissione è limitata ai doveri e agli impegni del matrimonio, che ne fa una medesima persona in un medesimo corpo. Sono due uguali. La donna non è la serva, ma la compagna.  L’uomo è sottomesso alla donna, come lei è sottomessa all’uomo.  
Procedendo su questa linea, l’autore difende ad oltranza il sesso femminile e condanna non solo i teologi, ma anche  l’ingiustizia delle leggi  umane, che concedono all’uomo ogni diritto sulla donna e sul corpo delle donne. Un vero abuso, sostiene il Dinouart.
Quanto tempo è passato dal 1794, quando all’età di trentacinque anni pubblicò la sua opera? Troppi! A dimostrazione di quanta ignoranza è continuata per secoli nei confronti della donna, manipolata ed usata da una società maschilista, che  l’ha confinata in cerchio/recinto,  per liberarla quando serviva.

martedì 27 novembre 2018

DICI-AMO NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE 2018


Violenza di genere: Palma Campania dice “no”
27 Nov 2018 



Palma Campania, 26 Novembre – Domenica scorsa, giornata di riflessione sulla violenza contro le donne, anche a Palma Campania si sono svolti alcuni eventi per testimoniare la sensibilità della popolazione verso questa tematica.
I primi a focalizzare l’attenzione sull’argomento sono stati gli alunni dell’I.S.I.S. “Antonio Rosmini”, che fin da sabato hanno potuto partecipare a due appuntamenti, uno a scuola, realizzato nell’ambito delle attività curriculari, un altro presso il teatro comunale, a cura del Laboratorio teatrale Gulliver e delle associazioni VIVA e F.I.D.A.P.A. – B.P.W. Italy. Il secondo evento è stato proposto anche domenica, a un pubblico più ampio, che ha risposto numeroso all’invito. Il problema della violenza domestica è molto sentito in paese, soprattutto da quando, negli ultimi anni, si sono verificati fatti di cronaca che hanno profondamente scosso l’opinione pubblica e, naturalmente, segnato la vita di alcune famiglie.
Nell’intento di promuovere iniziative di contrasto al fenomeno della violenza di genere, che rende infelice la vita di molte donne che tuttavia restano in silenzio, un’altra associazione locale, Naturae, ha recentemente aperto uno sportello rosa, nella speranza che la comunicazione e l’ascolto possano essere un’opportunità, o una soluzione.
Il progetto dell’I.S.I.S. Rosmini finalizzato all’evento della data 25 novembre ha per titolo “Dici-Amo no alla violenza di genere” ed è stato fortemente voluto dalla dirigente Maria Grazia Manzo e dalle prof.sse Michela Buonagura, Anna D’Ursi e Filomena Amato. Gli studenti sono stati invitati alla riflessione sulla violenza silente, quella quotidiana, attuata attraverso gli stereotipi di genere e i meccanismi di prevaricazione che derivano dal sentimento della gelosia. Sui banchi di scuola è stato trattato il tema dell’amore nella letteratura, ma anche dell’amore come leitmotive che permea anche altre discipline; in particolare ci si è soffermati sul tema della follia in amore, che può sfociare in tragedia. Gli allievi del liceo scientifico hanno realizzato un cortometraggio realizzato a scuola, incentrato su messaggi positivi e non solo di denuncia, lavoro che è stato proiettato al termine del convegno-dibattito che si è tenuto il 24 novembre, quando, contestualmente alla proiezione, sono stati esposti i cartelloni realizzati dagli allievi delle altre classi dell’istituto. Durante l’evento conclusivo – che vuole essere il punto di partenza per l’adozione di uno stile di vita che eviti la violenza – i ragazzi hanno recitato alcuni monologhi della prof.ssa Michela Buonagura e la sua poesia “Conto i passi”, proposta ogni anno in occasione del 25 novembre, scritta per ricordare le vittime della violenza di genere. I giovani hanno dimostrato la loro sensibilità anche disegnandosi con il rossetto uno sbaffo rosso sulla guancia.
In una cornice diversa, la sala teatrale comunale, il tema della violenza di genere è stato proposto anche attraverso un reading, su iniziativa del Laboratorio teatrale Gulliver e delle associazioni VIVA e F.I.D.A.P.A. Le associazioni hanno puntato sull’efficacia della parola, capace di raccontare, di commuovere, di scuotere, di fare breccia nel muro dell’indifferenza e della distrazione. Suggestivi veli di tulle rosso hanno fatto da quinte scenografiche sul palcoscenico, evocando il colore del sangue versato dalle vittime innocenti della violenza di genere. Le donne vittime di femminicidio sono state ricordate attraverso una serie di testi letti da “interpreti – non attrici”, donne comuni che, come ha voluto la regista Gabriela Maiello, hanno rappresentato ogni donna, ogni possibile vittima di un amore malato, di coltelli affilati, di cocci taglienti, di mani assassine.
 “Ogni anno dedichiamo uno spettacolo a questo terribile tema”, spiega la regista Gabriela Maiello, “il titolo Passi affrettati ha sostituito quello degli anni precedenti, Ni una màs. Purtroppo, la cronaca ce lo dimostra, non basta augurarsi che non ci siano più femminicidi… Occorre parlarne, non essere indifferenti se il problema ce l’ha la famiglia della porta accanto, insistere sull’assurdità del fenomeno, invitare a riflettere, parlare di amore, di quello vero. Il senso degli eventi e delle iniziative che si svolgono in occasione del 25 novembre è questo: ribadire che l’amore non è possesso, non è gelosia, non è limitazione dell’altro, non è sopraffazione, ma condivisione, reciprocità, comprensione. Un evento ispirato alla cronaca, realizzato in una data istituzionale, può contribuire a veicolare un messaggio positivo, per un cambiamento di rotta. Le famiglie, soprattutto quelle giovani, hanno una grande responsabilità, educare i figli all’amore, alla parità di genere”.
Dello stesso parere il presidente dell’associazione VIVA, l’avv. Filippo Carrella, e la portavoce della F.I.D.A.P.A., prof.ssa Rosanna Ferrara, che hanno ricordato come la giurisprudenza talvolta non rende giustizia alle vittime. Durante il dibattito finale, il pubblico ha sottolineato che le vittime della violenza di genere non sono soltanto le donne, ma anche i loro figli e addirittura gli amici e i familiari presenti sulla scena del delitto, quando la furia omicida non si ferma davanti a nulla.
Presente in sala, l’assessore alla cultura del comune di Palma Campania, prof.ssa Elvira Franzese, commossa e certa dell’utilità della sensibilizzazione sulle tematiche più scottanti e impegnative che, nonostante se ne parli, fanno registrare numeri altissimi di vittime. 

Angela Sorrentino