
Vita ha raccontato che la mamma era molto brava a cucinare e l’idea di scrivere le ricette era venuta a sua nipote Elena dopo la dipartita di nonna Anna, avvenuta nel 20 aprile 2019. L’idea nacque da un dolore, per ricordarla, per metabolizzare l’assenza di una presenza preziosa ed indispensabile per la famiglia. La conversazione è continuata con interesse da parte della platea, attenta alle risposte emozionanti dell’autrice e le mie riflessioni.
Scrivere è servito anche a metabolizzare la perdita. Il libro è nato dalla necessità di raccogliere tutte queste storie che, altrimenti, sarebbero rimaste disperse nel tempo. È come se la cucina fosse stata il luogo dove la memoria si è custodita, ma non solo quella culinaria. La cucina è stata la via attraverso cui hai potuto rendere tangibile un legame che non volevi perdere. Scrivere è stato, quindi, un modo per affrontare, in maniera dolce, la perdita. Scrivere le ha permesso di onorare e rivivere le emozioni legate alla figura di sua madre.
Alcuni stralci di lettura dal libro hanno messo in risalto quanto Anna Moreci fosse brava non solo a cucinare. Oltre ad essere una perfezionista, mamma, amministratrice della burocrazia familiare, moglie di Paolo, era una donna che raggiungeva risultati davvero ottimi in tutti i campi, ha ricordato Vita.
Una parte fondamentale di questo libro è dedicata ai rimedi della mamma, quei piccoli segreti che si tramandano da madre a figlia, che non sono scritti su nessun ricettario, ma sono parte integrante della cultura familiare. Sono quei rimedi semplici, ma straordinariamente efficaci, che aiutano a prendersi cura di sé, non solo in senso fisico, ma anche emotivo.
“I rimedi della mamma hanno funzionato
quasi sempre. Per ogni male aveva la sua ricetta. Ho bevuto tantissima acqua bollita
con foglie di alloro che tenevamo sempre in casa, perché messe ad essiccare, con
l’aggiunta di una buccia di limone. Il canarino, così si chiama questa bevanda
al mio paese natio, zuccherato e ben caldo lo bevevo perché era il rimedio alla
mia gastrite che mi provocava fortissimi mal di pancia. E per il raffreddore e l’influenza premeva
arance e faceva bollire il succo che ben caldo e senza zucchero bevevamo.
Funziona ancora.”



Il dialogo culturale è stato moderato dalla socia giornalista Adelina Mauro.
L’incontro si è concluso con la lettura dei pensieri dedicati alla signora Anna Moreci, mamma di Vita Maria e con le poesie di Enzo marito di Vita Maria, quella dedicata alla mamma e quella dedicata al padre.
Un
ricco buffet di dolci preparati dalle signore socie cuoche sopraffine:
chiacchiere, torrone, torta di mele, torta agli amaretti, ricette siciliane,
come arancini, gatoo, torta di mele annurche ha allietato la serata. Alcuni
piatti della cucina nostrana e alcuni di quella siciliana, tutti arricchiti da una
vivace chiacchierata sul confronto con tra cucina siciliana e quella napoletana,
perché non solo Vita ama cucinare, ma anche tante socie del Circolo.
Michela Buonagura





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